lunedì 6 agosto 2012

Difficolta' della prima elementare



Le difficolta' della prima elementare, sia dal punto di vista degli insegnanti e sia dal punto di vista dei genitori:


                                            Ecco i commenti degli insegnanti:



Roberta Giuliani, ha scritto:non credete anche voi che lavorare in una classe prima sia veramente dura??..più delle altre....
Roberta Giuliani  ha scritto: pazienza tanta, metodo, accorgimenti, tante attenzioni in più....!!!!oltre la vivacità e la difficoltà di far capire loro che non stanno più alla scuola dell'infanzia! ci vorrebbe continuità tra famiglia casa e insegnante scuola nell'educare e nell'apprendimento!
 Anna Salmieri ha scritto: sono pochi i genitori che collaborano veramente con gli insegnanti,sono di + quelli che mettono il bastone tra le ruote e non lasciano lavorare serenamente gli insegnanti
Carla Accattoli  ha scritto:  Il problema è che alcuni bambini sono senza regole e i genitori anzichè accettare i consigli e correggere i propri figli pensano che sia colpa delle insegnanti o, peggio, difendono i figli.. Le regole: tutto quello che serve per lavorare bene a scuola... fare silenzio durante le attività, alzare la mano prima di parlare, non parlare tutti insieme....
 Anna Salmieri  ha scritto: nel senso che se un insegnante sgrida un alunno, i genitori non devono venire a far storie che il fuglio si traumatizza perchè il bambimo deve avere timore dell'insegnante altrinenti non ascolta e continua a fare i comodi propri e cosi' non imparerà mai le regole
Valeria Valeri   ha scritto: Io di prime ne ho due !!!!!!!! Il problema più grande che rilevo quotidianamente è la loro difficoltà ad ascoltare.
  Anna Salmieri  ha scritto: i genitori da piccol ai bambini fanno fare quello che vogliono senza regole.Poi arrivano alla scuola materna e le maestre non possono insegnare quello che i genitori non hanno dato Quindi ha ragione la collega che in 2 anni grida senza ottenere niente.Poi 1 anno non basta x imparare che ci sono dei monenti in cui bisogna stare fermi ed ascoltare.Quando arrivano da noi non sono x niente scolarizzati e ci vogliono diversi mesi x fargli capire le regole di comportamento a loro ma ancor di + ai genitori.Poi arrivano a scuola le mammine moderne che ci vogliono insegnare "come si insegna".Ma poverina la colpa non è loro ma dello Statoche ha dato questo potere ai genitori. Da quando i genitori sono entrati a scuola,la scuola è finita.é diventata un parcheggio,lascierebbero i figli anche la notte e mi fermo qua . Ci dicono come comportarci con i bambini,come dobbiamo svolgere il programma e persino il metodo che dobbiamo usare.Allora io che ho 34 anni di servizio non li penso proprio.Ma con quelli + giovani li fanno andare in crisi.Forse al nord funziona diversamente.Qua parecchi entrano in classe e aggrediscono le maestre,le trattano da pezze da piedi. C'è chi va all'altro istituto x vedere dove sono arrivati con il programma,fanno il confronto,poi vengono a scuola a chiedere spiegazioni e ad aggredire.Io qualche volta sono arrivata al punto di cacciarli fuori
 Marika Di Gennaro  ha scritto: Lavorare in prima...è una vera "palestra", bisogna essere allenati e pieni di energia per essere ai "loro" tempi e superare tutte le difficoltà...ma quando li ascolti leggere da soli o li vedi scrivere in modo autonomo allora si che assapori una grande soddisfazione dal punto di vista umano e professionale...
Zoelinda Del Bono  ha scritto:  Insegnanti: riabituarsi ad avere a che fare con "piccoli" (sopratutto se vengono da un ciclo appena concluso); l'ansia di dover instaurare nuovi rapporti con nuovi genitori. Genitori: se non hanno altri figli alle elementari...la paura delle elementari! dell'esposizione dei bambini ad un mondo più adulto. Genitori: se hanno altri figli alle elementari: oddio....tocca anche a lui/lei...! ma una legge per prolungare l'asilo fino ai 18 anni???!!! Bambini: io credo siano i meno traumatizzati. però...sono loro a vivere il "disagio maggiore". In Italia, nonostante i progetto ponte, c'è ancora troppa poca continuità tra i due ordini di scuola.....alle elementari i bambini soffrono molto la mancanza di gioco...che all'infanzia non manca... su questo potrei scrivere un'altra tesi guarda! Purtroppo a volte solo una mamma "sente" se il proprio figlio è più o meno pronto...per questo, in assenza della possibilità di ritardare l'ingresso a scuola di un anno, sarebbe auspicabile che gli insegnanti tenessero conto che tra i 5 ed i 7 anni i bambini hanno dei livelli di sviluppo molto eterogenei...
Helen Cerfogli   ha scritto: • Per la mia esperienza personale, la difficoltà maggiore è la conoscenza dei genitori e degli alunni. Quando si prende una prima, si riparte da zero e per questo motivo, occorre non dare niente per scontato, cercando di indicare nel modo più chiaro possibile l'organizzazione della scuola (orari, circolari da firmare,assenze alunni...), l'importanza della loro collaborazione nelle attività didattiche,sottolineando che il bimbo in prima ha bisogno del suo aiuto nell'imparare la tecnica della lettura e nell'esecuzione dei compiti a casa. Direi che i problemi con gli alunni sono soprattutto legati ai tempi di attenzione e concentrazione che inizialmente sono ridotti ma è comprensibile, erano bambini che frequentavano la materna e i tempi dedicati alle attività a sedere sono molto più limitati. Dalla mia esperienza ho visto che i genitori vanno sollecitati al controllo delle comunicazioni sul diario.
Cinzia La Rocca   ha scritto: • Concordo con Helen. Inoltre, credo che una parte delle difficoltà si riscontri anche negli stessi docenti. Essi lasciano alunni oramai preparati a lavorare in autonomia (o quasi) e ri-iniziano un percorso con bambini che hanno bisogno di essere seguiti in toto nel nuovo ambiente scolastico. Questo comporta una revisione e un riadattamento non solo delle modalità educative ma anche didattiche da parte dell'insegnante e una certa fatica nel rimettersi in gioco con la nuova utenza in generale.
 Sergio Fenizia   ha scritto:  Concordo sull'importanza di non dare nulla per scontato e sull'esigenza di "riadattarsi" alle nuove situazioni (cambio di classe, ecc).
Metteri l'accento sull'attenzione alle reciproche relazioni: genitori-insegnati, genitori-figli, insegnati-genitori, insegnati-figli/ alunni.
Inoltre, sottolineerei che ciascuno dovrà fare i conti con lo scarto tra le proprie aspettative e la realtà. Maggiore sarà l'adesione alla realtà, maggiore sarà la gioia e la possibilità di collaborare con efficacia. In bocca al lupo per tuo figlio (e per  voi genitori)!

Carla conte  ha scritto:• Ciao Daniela, concordo con quanto detto dagli altri e dal momento che dovrei iniziare con una prima sono presa da un po' di ansia, nonostante l'esperienza, perchè ogni ciclo è diverso; ricominciare è un po' come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita. Comunque consiglio ai genitori di affrontare l'esperienza con molta serenità, di avere fiducia nell'insegnante a cui si affida il figlio e di non opprimerlo con mille aspettative; bisogna dare al bambino una visione positiva della scuola primaria, affinché venga vissuta con gioia. La preoccupazione maggiore dell'insegnante è quella di riuscire a trovare nei genitori la giusta chiave per una proficua collaborazione e reciproca stima. La difficoltà dei bambini è, come diceva la collega, i tempi di attenzione e di concentrazione, ma soprattutto l'accettazione delle regole un po' diverse da quelle della scuola dell'infanzia. Ma se l'insegnante è bravo/a, sa che deve dare tempo e modo ai bambini di ambientarsi e socializzare.

Anna Boscolo  ha scritto: Io ho fatto fatica anche semplicemente a lasciare i miei ex- alunni di quinta, avrei potuto seguirli fino al diploma! Passare da una quinta ad una prima per noi insegnanti è un piccolo grande trauma: gli alunni hanno esigenze e capacità così diverse...

Rosa Maria Bove  ha scritto: L'anno scolastico scorso ho avuto allievi e allieve di classe IV e V...quest'anno classi I e V...che dite come ''sto messa''? Insegno italiano e storia; amo il mio lavoro. Scherzo! Conosco già i bambini che frequenteranno la I (incontri di didattica in continutà); sono consapevole del lavoro che mi aspetta...e confido nella cooperazione delle ''genitrici ansiose''. Ovviamente è detto in modo scherzoso:conosco le mamme dei bambini della futura prima (insegno da moltissimi anni in questa scuola!) e le prendo bonariamente in giro. A volte devo dedicare del tempo a loro più che ai figli. Comunque tu nn preoccupart e sii serena: non siamo poi così... streghe! Sono sicura che sai che i figli ''sentono'' le paure e le ansie (comprensibili) delle loro mamme...
Carmine Granato  ha scritto: L'elenco di questi "costruite" difficoltà potrebbe essere contenuto a malapena in una enciclopedia di 34456 volumi da 198806 pagine cadaUNO !!
Paola Pagone  ha scritto: Moltissime o nessuna..impossibile generalizzare, poichè son talmente tanti gli aspetti emotivi, psicologici e didattici che si potrebbe discuterne per ore..credo che indispensabili siano la fiducia e l'empatia..
Maestra Anna  ha scritto: la conoscenza e, quindi, la fiducia reciproca..
Silvia Cremonesi  ha scritto: spesso, come docente, ho visto diffidenza negli occhi dei genitori, molti dei quali poi pretendevano di "aiutare" i figli nei compiti a casa facendo essi stessi da insegnanti, ovviamente in modo diverso dal mio, e dando spiegazioni infinite e arzigogolate... i bimbi vanno in confusione. I genitori dovrebbero concederci il beneficio del dubbio, provare a darci fiducia, a sostenerci....
 Crescere Creativamente 
consiglia:  http://www.crescerecreativamente.org/2011/08/una-classe-nuova-di-zecca.html

La Maestra Larissa ·ha scritto:
  • E i CONSIGLI PER PREPARARSI BENE ALLA PRIMA ELEMENTARE PER I GENITORI?
  
Lina Rauccio  ha scritto: via l'ansia sicuramente.... 
Donatella Marra  ha scritto: non assillare i figli....lasciarli giocare in pace quest'estate.
Lea Manto  ha scritto: dare fiducia alle insegnanti 
Giorgia Pellegrino  ha scritto: Non mandateli a scuola già "imparati"!!!!  
Francesca Biso Ricci  ha scritto: pensare che saranno i figli ad andare a scuola e non loro! non forzarli...lasciarli giocare in pace...dare loro la possibilità di costruire ricordi felici da raccontare ai compagni a settembre ;)
Mamme come me ha scritto:  Una domanda: ma voi insegnanti riuscite a percepire a settembre l'ansia di noi genitori, l'essere gia' "imparati", ecc. ecc. tramite i bimbi che poi vi ritrovate in classe ? Si percepisce il danno da noi arrecato ai bimbi e soprattutto poi riuscite a cancellarlo ? Grazie
Monica Cerulli  ha scritto: Ma certo che riusciamo a percepire l'ansia già dai primi giorni di scuola!!! Però fa parte del nostro mestiere il rassicurare continuamente i genitori (anche noi lo siamo!) e far sì che vivano serenamente il percorso scolastico dei figli. Lo facciamo per loro, ma soprattutto x i bimbi e anche x noi... tranquille le mamme, tranquilli i figli... tranquille noi!!!! ;)

                                                      Ecco i commenti dei genitori:

Tiziana Del Giudice  ha scritto: Per noi è stata dura per mancanza di basi.. alla materna non hanno dato non tanto sul sapere o meno le lettere, a scrivere o cose simili.. la difficoltà è stata che alla materna le schede venivano viste in un unico modo: si colorano, non si fa altro con le schede.. quindi la difficoltà principale è stata quella di allargare le vedute al bambino.. alla materna sempre e solo pennarelloni, per fortuna a casa avevamo introdotto le matite.. tanta tanta autonomia ... ma abbiamo incontrato delle maestre SUPER
 Patrizia Zoccali  ha scritto: fin dall'inizio gli insegnanti, i genitori e gli alunni capiscono che la scuola è totalmente diversa da come l'avevano immaginata e che andrebbe dichiarata finita ancora prima di cominciare.
Psicologa Dei Bambini Milano  ha scritto: Ciao Daniela..che domanda complessa. Credo che la prima difficoltà sia la comunicazione.
CioccoMamma Stefania  ha scritto: Credo che sia proprio il fatto di pensare che possano esserci difficoltà, tutti sono ansiosi ed agitati il primo giorno di scuola, bisogna affrontare l'esperienza con positività, e comunicare sempre, anche quando si crede di avere un dubbio banale, chiedere e mi riferisco a tutti e tre i ruoli. 
Psicologa Dei Bambini Milano  ha scritto: Giusto Stefania, se si resta focalizzati sulla difficoltà questa si manifesta, come una profezia che si auto avvera.  
CioccoMamma Stefania  ha scritto: Cominciamola bene, convinti che sarà un'esperienza positiva e di crescita per tutti, se poi dovessero insorgere problemi si cercherà di affrontarli. Comunque il grosso scoglio dei primi giorni, per i bimbi, è stare seduti e non chiacchierare :D
Laura Walhalla Presot ha scritto: premetto che non ho esperienza diretta in quanto non sono insegnante nè mamma di un bimbo cosi grande.....io penso che per gli insengnanti sia un nuovo inizio...bimbi diversi, esigenze diverse ...quindi una bella sfida...per i genitori...sul... lato emotivo è un impegno xke' li vedi crescere, sul lato pratico,beh dipende tanto dalle insegnanti...nel senso che ci sono alcune che mandano a casa di giorno in giorno direttamente delle fotocopie con i compiti a casa a bimbi che non sanno nemmeno leggere e per cio è inevitabile l'aiuto presente del genitore,,,,per gli alunni....penso sia bello e difficile allo stesso tempo...
Alice Della Puppa ha scritto: Per tutti è un nuovo inizio. Anche io parlo senza avere esperienza diretta (mio figlio ha solo 2 anni), ma avendo una libreria vedo passare tutte e tre le categorie :) Tutto nuovo, anche per le insegnanti che se pur con esperienza, si trovano a dover cambiare il loro "stato mentale" da insegnante di preadolescenti o adolescenti (5 elementare) con richieste ed esigenze ed aspettative diverse, significa anche un nuovo gruppo di genitori con cui rapportarsi. Quindi nuove dinamiche che andranno a trovare equilibrio. Per i genitori, il fatto di vederli crescere, le aspettative che crescono, "ansia da prestazione",... Ce la farà? Sarà bravo? L'insegnante lo capirà? Per i bambini tutto sommato forse sono quelli che la vivono più "spensieratamente", passatemi il termine. E' una nuova avventura, nuovi amici, ma poi dall'altra parte si sentono un po' "spaesati" dai nuovi ritmi le nuove richieste,... 
Alessandra D'incecco  ha scritto: per i bambini è un passaggio importantissimo farli sentire a loro agio e permettere loro di amare la scuola e studiare volentieri dipende tantissimo dalle maestre che dovrebbero essere per loro delle seconde mamme oltre che bravi insegnanti....noi genitori nn dovremo avere" ansia da prestazione" ma aiutarli seguirli costantemente e confrontarci con le maestre e con la scuola ...
Rachele Farci  ha scritto:  sono d'accordo con tutte, ma ci sono anche degli aspetti più pratici... tipo ricordo che mio fratello ha fatto tanta fatica a stare seduto tutto l'anno in prima... è un bel cambiamento per i piccoli. stare seduti, attenti tutta la mattina, fare i compiti... è un bel salto.
Anna Fav  ha scritto:  La classe prima, il primo giorno di scuola, come tutti gli inizi è un momento entusiasmante :-) così bello da diventare indelebile nei nostri ricordi. Le insegnati sono in gamba e se si lasciano lavorare e si affidano loro i nostri figli con un sorriso tutto andrà a meraviglia ...
Maria Cristina Novello ha scritto: Credo che la cosa migliore sia essere rilassati. Penso che sia normale che nel bambino ci sia un po'di paura, ma se i genitori sono tranquilli e anche le insegnanti accolgono con il sorriso. Il ghiaccio si romperà facilmente. Per i genitori... penso dipenda un po'anche dall'esperienza personale. Io ad esempio avevo un bruttissimo ricordo dell'asilo e uno bellissimo delle elementari per cui ero più ansiosa quando lasciai bimba all'asilo, mentre il primo giorno di scuola eravamo tutte e due contente. Tra l'altro successe che il primo giorno c'era una maestra e il secondo..puf..un'altra. La prima aveva deciso di lasciare, non so.. Rimanemmo a bocca aperta all'annuncio della direttrice. Ma poi è andata bene. E fortunatamente a settembre bimba inizia la quarta e sempre con la stessa insegnante (spero..)
TATA Subito  ha scritto: Inserimento, socializzazione e omogeneità o meno del gruppo. 
Monia Pinzaglia  ha scritto: Nessuna difficoltà....solo novità che il genitore ha il compito di far interpretare positivamente al piccolo già abituato a socializzare visto che proviene da tre anni di materna.....
Francesca Trevisi  ha scritto: Dipende molto dal carattere del proprio figlio :il mio nonostante abbia iniziato precocemente (non ha frequentato il terzo anno della materna) non ha avuto alcun problema. I genitori dal canto loro devono iniziare un nuovo percorso che, se affrontato con serenità e con spirito di aggregazione con gli altri genitori porta a buoni risultati sia per il proprio figlio che per la classe : in fondo molto dipende da noi! Le nostre impressioni, i commenti e le difficoltà che noi incontriamo influenzano i nostri figli e l'impatto che gli insegnanti avranno nei loro confronti : perché, in ogni caso gli insegnanti studiano le famiglie per poter interagire con i bambini ; se i genitori sono apprensivi o preoccuparti l'insegnante deve lavorare di piú per trasmettere con serenità tutto il suo lavoro ; che non è solo di apprendimento scolastico, ma soprattutto di integrazione alla vita sociale.
TATA Subito  ha scritto: Credo che come difficoltà intendesse anche "difficoltà costruttive" non necessariamente percepite dall'alunno ma di cui deve farsi carico il docente con pazienza e amore per il lavoro che fa. 

Serena Marini  ha scritto: noi abitiamo in un piccolo paese quindi lui conosce già i suoi compagni xché sono gli stessi che lo hanno accompagnato nei 3 anni d'asilo quindi inserimento con la "classe" non penso però l'orario, l'impegno diverso e le nuove insegnanti di sicuro
Francesca Trevisi  ha scritto: Giusto costruttive!! Perché la scuola elementare prima di essere apprendimento è costruzione di una base per la crescita
Manuela Capaldi  ha scritto: mamma mia mio figlio quest'anno frequentera' il primo anno alla primaria non so se ho fatto bene oppure no. ....ha frequentato 2 anni alla scuola dell'infanzia. ...ma è molto vispo ed intelligente!!! 
Francesca Trevisi  ha scritto: Tranquilla Manuela Capaldi ho vissuto la tua esperienza lo scorso anno e ne sono uscita vittoriosa grazie alla fiducia che ho riposto in mio figlio
Rachele Mimì Sagramoso  ha scritto: Alunni: le loro capacità peculiari non vengono avvalorate, ma sono costretti ad avere tutti le medesime.
Genitori: molti insegnanti danno molti compiti a casa che si trovano a dover eseguire i genitori.
Insegnanti: diffidenza da parte dei genitori (?).
Silvia Ferrari, suggerisce: http://www.cheforte.it/scuola-e-figli/primo-anno-di-elementari-come-affrontarlo-nel-modo-giusto.html
Margherita Chiappini  ha scritto: x gli alunni:vengono richieste competenze di prescrittuta, capacità di gestire lo spazio...per molti bambini è troppo presto, x i genitori: entrano enlla giungla dei confrontiiii, x gli insegnanti: classi numerose, numerosi stranieri non scolarizzati, pochi mezzi e pochissimi insegnanti di sostegno. Daniela ha chiesto le difficolta ma di positivo c'è che si apre un'altra meravigliosa avventura per i nostri cuccioli che stanno crescendo e per noi genitori che cresciamo con loro :-) 
 Elisabetta Falcone   ha scritto:  è un bel passaggio sia x i nostri bimbi che per noi.....le mie due gemelle hanno finito la prima elementare a giugno per il momento bella esperienza ...una grande differenza sostanziale dimentichiamoci l'empatia alle elementari le maestre vanno più sul pratico e poco sulle emozioni dei bambini ......e se siamo state abituate dalle maestre della scuola dell'infanzia ad evidenziare anche ogni minimo cambiamento ...alle elementari il cambiamento è crescita e necessità....tutto stà a trovare il giusto compromesso e a seguire molto i ns figli.....a giugno quando abbiamo ritirato le due pagelle con tutti 10 per entrambe le gemelle....preciso che sono in due classi diverse....loro erano felici e soddisfatte e noi con loro merito di un lavoro fatto insieme....e merito delle maestre che hanno fatto apprezzare loro le materie.....mi auguro che continui cosi fino all'università....!!!!
Daniela Billiani  ha scritto: prima elementare: il gruppo classe si compone ed è un terno al lotto. normalmente ci sono dei bambini vivaci e difficili da tenere a freno, ( un 20%), uno zoccolo di bambini tranquilli e capaci di ripettare le regole, (50%), e un 25% che da...rebbe il meglio di sè se il 25% dei vivaci desse loro il modo. sono i più tranquilli. maestra unica o team? anche questa è una bella incognita....comunque vigilare è d'obbligo, invitare gli amichetti a casa una buona strategia e mandarli a scuola estremamente ordinati e puliti, a partire dalla scarpe in rispetto alle bidelle, una bella regola di rispetto. usate lo strumento del rappresentante di classe meglio che potete....non è una cosa da poco se c'è sinergia tra i genitori.
Sonia Sabbatini  ha scritto: In primis, quello che mi viene in mente,è la la difficoltà della costruzione di una relazione autentica fra gli adulti in gioco, una relazione che metta al centro i bambini e il loro bisogno di essere "visti" e "accolti" per ciò che sono prima di poter offrire "prestazioni". Troppo spesso l'ansia da prestazione "attanaglia" i genitori e il bisogno di dimostrare il proprio valore professionale "attanaglia" l'insegnante. E il bambino ... il bambino può solo cercare di soddisfare i bisogni degli adulti per timore di perdere il loro affetto non rispondendo alle aspettative troppo alte e vivendo frustrazioni troppo grandi per il suo piccolo cuore. Alla tua domanda non e' facile rispondere a causa della vastità della stessa.
Chiara Zaffanella  ha scritto: Dipende, se il tuo bambino conosce già gli amichetti nessuna altrimenti, a detta dalle mamme che hanno fatto cambiare scuola ai loro figli, per i primi giorni si sentirà un pò perso ma nel giro di due o tre giorni tutto passerà. Gli insegnanti, che abbiano classi numerose o no si lamentano sempre, considerato che arrivano da tre mesi di ferie pagate devono solo stare zitti. I bambini non sono soldati sull'attenti, per quello ci sono le caserme!!! Noi genitori possiamo stare tranquilli, i nostri figli si adattano bene ad ogni situazione, abituiamoli a vedere la scuola come un luogo di aggregazione dove fare sempre nuove amicizie e imparare cose belle e interessanti. Quando torniamo dal lavoro dedichiamo sempre il tempo necessario, senza fretta, ad aiutarli con i compiti e a sfogliare, con loro, i quaderni per chidergli le cose che hanno imparato e vedere i progressi fatti. Io già dalla prima elementare, il mio bambino quest'anno andrà in terza, l'ho abituato a usare il dizionario e a stimolare sempre più la sua curiosità. Stai tranquilla che tutto andrà per il meglio.
oliviero grimaldi   ha scritto: • Forse la mia sarà una voce fuori dal coro, ma ho idee un po' diverse.
In questi anni da "genitore" ho riscontrato una scarsissima propensione degli insegnanti a comunicare con i genitori, nel timore di venire criticati. Una debolezza di atteggiamento che tra adulti che condividono un'importante missione educativa, andrebbe trasformata evolutivamente.
Inoltre tutti tendono ad offendersi immediatamente (genitori e insegnanti), come se qualunque divergenza o critica non fosse materia per confrontarsi e possibilmente fare meglio.
Gli insegnanti spendono pochissime parole sulla loro metodologia didattica ed educativa, a volte non sembrano nemmeno possederne una, oppure considerano che non sia materia da "condividere".
In questo trovano alleati molti genitori che sono convinti che quello che accade in classe sia materia di esclusiva competenza degli insegnanti, in cui non si può mettere becco.
E' uno strano modo di intendere il mondo e le sue (necessarie) relazioni, interrogazioni, conflitti. E' come se un dipendente non volesse interessarsi di come viene trattato nella sua azienda perché sicuramente il datore di lavoro "sa come si fa".
I momenti di dialogo genitori/insegnanti sono rarissimi e spesso si riducono a quelle "camere caritatis" dove i genitori del singolo bambino si sentono relazionare sul profitto del figlio. La dimensione collettiva del dialogo va scomparendo.
Leggo infine della difficoltà, caratteristica della prima classe, di abituare i bambini a stare seduti tante ore... forse bisognerebbe interrogarsi se sia giusto chiederglielo. O no?
Infine, i compiti a casa. Io sono assolutamente contrario. Dopo otto (otto!) ore di scuola, non mi sembra il caso di occupare il tempo rimanente con altre richieste di prestazione.
Così come si lavora per vivere e non si vive per lavorare, allo stesso modo non si vive per studiare. Aggiungo,  che la suola e gli insegnanti che ne sono il motore, il perno, il sangue, dovrebbero REALMENTE e non retoricamente mettere al centro delle loro preoccupazioni il bambino, le sue attitudini, le sue resistenze, le sue capacità. Mentre la realtà è che si è preoccupati dei giudizi dei colleghi, del dirigente, degli ispettori, delle prove Invalsi... Tutte considerazioni esterne al percorso educativo (perché prima di tutto dovrebbe essere un percorso educativo, ma chi certifica le competenze pedagogiche degli insegnanti?) che lo condizionano negativamente, dettando ritmi di lavoro, aspettative, ansie che se sono sgradevoli per gli adulti, sono imperdonabili per i bambini, addestrati non a coltivare il loro estro sotto una guida esperta, ma a compiacere qualcun altro.
Massimiliano Morescalchi , insegnante, ha scritto:   Oliviero, come già altre volte, condivido pienamente le tue considerazioni. credo che dovremmo lavorare molto di più sul rapporto insegnanti - genitori, stimolare la famiglia a far parte del progetto educativo che spesso viene demandato esclusivamente alla scuola. il bambino al centro del progetto educativo è una meravigliosa utopia per raggiungere la quale cospargo tutti i giorni la mia mente di polvere di fata perchè tutti i condizionamenti di cui parli non mi corrompano e non mi facciano perdere di vista il senso del nostro lavoro.
Infanzia Bimbo  ha scritto:
La diffocoltà degli insegnanti sono tante. La prima è quella di far capire gli insegnamenti sbagliati dei genitori. Molti sono viziati e capricciosi. Una delle difficoltà degli alunni è quella di socializzare con altri bambini, perchè resta...
no per la maggiorparte da soli, e non riescono a giocare o studiare con altri bambini. Ogni città ha la pineta comunale, almeno una volta a settimana una passeggiata aiuta a risolvere piccoli problemi

Simona Bartolini  ha scritto:  sia i genitori che gl'insegnanti la pensano in modo diverso... quello che non capiscono e che alla materna si chiede al bambino di condividere tutto, di giocare insieme, bla, bla... poi all 'improvviso si ritrovano con compagni nuovi, maestre sconosciute ad ascoltare seduti per ore, senza parlare con gli altri bambini se non interogati e qui parte la competizione tra loro (se uno è bravo il compagno di banco no), si creano simpatie o antipatie tra adulti, ognuno convinto delle sue verità e ragioni. Chi ci pensa, realmente, ai bambini, a come vivono loro quei momenti? Mi piacerebbe sapere come la pensate... per me sono richieste diverse e bisogna essere tutti consapevoli. Le maestre che cambiano tutti gli anni, in definitiva non si crea più confusione? E dei programmi da rispettare a tutti i costi come se fossero tutti standardizzati? La persona umana si abitua a tutto quindi secondo me ci vuole tempo al tempo per tutti i coinvolti ad ogni inizio anno scolastico...

16 commenti:

  1. Nella mia esperienza di insegnante che ha avuto tante classi prime,devo dire che è la classe che mi ha dato le maggiori soddisfazioni.I problemi maggiori li ho avuti con i genitori che troppo proteggono i figli,figurarsi se hanno qualche difficoltà nell'apprendere a leggere e a scrivere,la colpa è sempre dell'insegnante.
    Buona serata care mamme e non date sempre ragione ai bimbi!
    OLGA

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  2. buongiorno a tutte io parlo di un proplema che ho con mio figlio dall'inizio dell'anno, premetto che è un bravo bambino ubbidiente e molto socevole ma non riesco a fargli capire che la scuola elementere è diversa dalla scuola dell'infanzia, sta andando avanti a giorni alterni, non gli manca niente solo l'impegno, mi arabbio molto con lui sbagliando ma anche se non lo faccio e gli do coraggio non cambia niente.

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    1. Le maestre di tuo figlio cosa dicono, cosa consigliano ?
      Comunque ogni bimbo ha i suoi tempi, sostienilo sempre e fallo sentire tranquillo poi il resto, penso, verra' da solo

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    2. La maestra fortunatamente mi sostiene ed assieme stiamo cercando di dargli un po di fiducia e spronarlo a dare il meglio con dei premi se si inpegna ogni giorno di più.

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    3. Bene, dovete lavorare insieme tu e la maestra.
      Io pensavo di avere il tuo stesso problema quest'anno, pensa che mi ero preparata al peggio, invece mio figlio sta rigando dritto, senza nessun problema, quando mi capita di parlare con le maestre, faccio sempre notare che ancora non ci credo che si sia ambientato e che stia seguendo le varie materie, senza nessun problema. Per me e' una grande soddisfazione perche' inaspettata. Il cambio di scuola ha responsabilizzato mio figlio, mentre il tuo ha ancora bisogno di ambientarsi, dagli tempo e caccia via la tua ansia.

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  3. Sono mamma di un bambino di prima. D'accordo pienamente che la materna dovrebbe fare di più. Al primo colloquio, le maestre mi dicono che mio figlio è bravo, ma molto disattento e che stanno notando un calo di rendimento.Rispondo che anche io a casa noto che quando fa i compiti si distrae continuamente e che nonostante siamo solo io e lui, su un tavolo sgombro, a volte passiamo i pomeriggi a finire i compiti(peraltro non eccessivi). Credente del fatto che la maestra ha sempre ragione, umilmente chiedo cosa posso fare: soluzione prima. Lo mandi a scuola senza compiti, poi ci penso io. Inorridisco al pensiero, certa già che la vivrebbe malissimo innescando il panico.Lo faccio presente, mi viene suggerito il timer. Eseguo le istruzioni,mentre a casa arrivano sempre più novità: corsivo, digrammi, lettura a sillabe, mentre fino a poco fa si leggeva "in modo strano" (FONETICO?).Cerco di sopravvivere con due figli, lavoro e esercizi scaricati da internet per colmare le lacune di mio figlio.Settimana scorsa arriva a casa con un esercizio svolto in classe incompleto.Ho dovuto dargli IO un castigo: una pagina intera di corsivo.La maestra dov'era? Ieri si dimentica il quaderno a scuola con il compito.Scrivo due righe, per avvisare della situazione e gli intimo di finire il compito durante l'intervallo. Lo fa e qual'è il risultato? Una pagina di lamentele sul fatto che a scuola non sta attento e non svolge le consegne.I compiti a casa li ha sempre fatti perchè di solito riesco a recuperarli. A scuola posso pretendere che ci pensino loro a trovare un modo per farlo stare attento? Parlate che i genitori non vi capiscono.Bhe, io dalla mia umile terza media, sinceramente da me non so cosa volete.

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    1. Ciao Paola, volevo rassicurarti, anche mio figlio e' in prima ed io mi rivedo esattamente in cio' che hai scritto, anche io sto lottando contro la distrazione, i compiti, ecc. a noi c'e' una "novita'-difficolta'" di questo periodo che sta destabilizzando mio figlio: il "dettato". In tutta la mia vita, io ho sempre fatto affidamento solo su me stessa ed e' questo che sto cercando di trasmettere a mio figlio, gli ripeto sempre che solo con l'esercitarsi potra' migliorare la lettura, il corsivo e il dettato, speriamo di riuscirci !

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    2. Grazie del sostegno. Anche il mio bambino le prime volte che faceva i dettati erano un disastro, ora va meglio, a parte le doppie e qualche parola dimenticata. Nella sua scuola hanno iniziato a gennaio con i dettati.Ora li fanno in corsivo.Le prime volte ho scoperto che andava lentissimo perchè sbagliava la direzionalità dellle lettere.Una volta corretto, va molto meglio. Ce la faremo!

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  4. I bambini sono meravigliosi ! Per fortuna da soli riescono a superare tutte le difficolta'

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    1. ciao io sono la mamma del bimbino citato sopra ,ultimamente sono andata a colloquio con la maestra e mi dice che non sa più cosa fare a mio figlio,sia io che lei le abbiamo provate tutte, lei mi consiglia di andare con il bimbo dal psicologo. Io, sinceramente, non penso ci siano dei problimi da psicologo e parlando con mio figlio è uscito che non gli piace la scuola e non ci vorrebbe andare.
      Non so cosa fare .

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    2. Cerca di indagare, perche' non gli piace la scuola ? cosa non gli piace ? le maestre ? i compagni ? Raccontagli che anche tu avevi a scuola le stesse sue difficolta' e che piano piano le superera' anche lui.

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    3. GIà FATTO, NON SAI QUANTE VOLTE GLI DICO CHE NEANCHE IO NON AVEVO VOGLIA MA MI SONO RESA CONTO CHE ERA PIù FACILE FARE BENE CHE RIFARE . OGGI AD ESAMPIO LA MAESTRA MI HA CHIAMATO DICENDOMI CHE NON HA COMBINATO NIENTE CANCELLA RIFA PEGGIO DI PRIMA SBAGLIA DELLE COSE CHE HA GIà FATTO E PRIMA LE AVEVA FATTE BENE.

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  5. Ciao, anche Dav frequenta la prima elementare e proprio ieri la mastra di matematica mi ha detto che nel le prime ore di lezione Dav è stanco. È letteralmente sdraiato sul banco, poi si riprende. Mi ha detto che ancora, per lui non è avvenuto il completo passaggio dall'infanzia alla primaria, che è ancora immaturo.aggiungo che la mattina ha difficoltà ad alzarsi dicendo che non ha voglia di andare a scuola. Ieri sera abbiamo indagato..sono venute fuori un po' di cose: gli succede solo con matematica perchè la maestra lo riprende perchè fa i numeri "allo specchio" , gli viene in mente una pubblicitá che ha visto e che gli ha fatto paura, gli viene in mente il buio che gli fa paura..ci lavoreremo..l'importante credo è che Dav e la maestra e noi lavoriamo sul fatto che l'errore e la difficoltà e la paura fanno parte dell'essere umano e che sono tutte legittime e vanno raccontate e affrontate..il mio bimbo cresce..CREDO FERMAMENTE CHE LA COLLABORAZIONE SCUOLA FAMIGLIA SIA DA INCENTIVARE E NON DA CANCELLARE. Buona giornata Paola

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    1. Chiedi alla maestra un colloquio a tre, tu, tuo figlio e lei e parlate insieme delle paure di tuo figlio, cerca di far parlare piu' il bambino, tu gli fai solo da spalla, cosi' entra piu' in confidenza con la maestra e tra di loro, vedrai, nascera' un bel rapporto.

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  6. Olivia Mangraviti6 settembre 2013 09:46

    Oggi più che mai dobbiamo essere sicuri e forti, parlo da insegnante, infondere fiducia e sicurezza nella fragile anima dei nostri allievi e dare chiari messaggi alle famiglie ...ahimè qui mi fermo, perché ci sarebbe da aprire un'altra discussione : " famiglia e/o famiglie" ?

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