venerdì 16 novembre 2012

Alunni di serie A e alunni di serie B





Un' altra discussione che ci fa riflettere:



          • Maria Cristina Novello, ha scritto:
            Se ne è già parlato proprio qui sotto, ma oggi mi sento giù e ho bisogno di parlarne di nuovo, di leggere le vostre opinioni. Avevo accennato che in classe di bimba è stata fatta una divisione in due gruppi tra bambini più bravi e bambini con difficoltà (sia certificati, quindi con reali disturbi di apprendimento sia difficili da gestire in quanto un po'irrequieti). C'è una maestra di sostegno praticamente fissa in classe e i bambini svolgono attività differenti e spesso lasciano la classe per questo. La cosa ci è stata illustrata anche durante la riunione di classe, come una necessità. Bimba è molto a disagio. Non capisce perchè a lei e agli altri del gruppo di bravi è richiesto tanto e agli altri molto meno. Poi c'è stato un test a sorpresa d'inglese che anche i bravi hanno trovato difficile (la maestra d'inglese è nuova quest'anno e sta andando molto più veloce rispetto alla precedente). La maestra di sostegno ha portato i bimbi meno bravi in un'altra aula e ha scritto le soluzioni del test alla lavagna, affinchè loro si limitassero a copiare. Naturalmente i bimbi hanno parlato fra loro ed è successo il finimondo emotivo. Ieri bimba non aveva fatto i compiti da sola.. Mi sono messa accanto a lei e ho notato che commetteva errori uno dietro l'altro.. Alla fine le ho chiesto cosa le stava succedendo e mi ha gelata "Mamma i bambini meno bravi li sgridano di meno.."


Ecco i vostri commenti:


Alessia Kabeira Valmorbida ha scritto: inconcepibile! ma voi genitori non potete organizzarvi e trovare una soluzione differente?
TATA Subito ha scritto: Ma è logica questa cosa. Come già accennato in un post precedente. Anni fa fecero un esperimento in America. Divisero una classe in due gruppi, GRUPPO A con quoziente intellettivo più alto. GRUPPO B con QI più basso. Per presentarli alle maestre invertirono la presentazione. Il gruppo A venne presentato come il B e viceversa. Dopo un anno di scuola il gruppo A uscì molto meno preparato del gruppo B. Parlatene tra voi genitori. Non possono decidere di portare avanti un lavoro simile senza il vostro consenso.
Giusy Maltese ha scritto: Ma che metodo è ma per favore. Grazie alle classi da 30 alunni dove regna il caos. Poi mi chiedono perché mando mio figlio alla privata
Simonetta Prini ha scritto: ciao, sono la mamma di Elena, DSA 10 anni,scusa ma qui l'errore grave lo stanno facendo le maestre; già il fatto di dividere la classe in "bravi" e " meno bravi" mi sembra un errore madornale, se nella classe di tua figlia ci sono bimbi come la mia, cioè con disturbi specifici di apprendimento,(nel caso di Elena dislessia e lieve discalculia) la referente dell'istituto è tenuta a controllare che le maestre mettano in pratica la legge 170 cioè diano le giuste compensazioni e dispensazioni ai bimbi con diagnosi DSA....poi scusa ma è davvero vergognoso che una insegnante di sostegno (che i DSA NON hanno bisogno se non in casi particolari)isoli parte della classe (i meno bravi appunto) e faccia copiare dalla lavagna i risultati di una verifica....questo non è insegnare.....la risposta che ti ha dato tua figlia dimostra che anche lei è a disagio per questa situazione e che vede i "meno bravi" più fortunati e coccolati dalle maestre......se fossi in te parlerei alla preside di questa assurda situazione....e se la preside risponde "picche"...cambia scuola......ciao
Melinda Petraschi ha scritto: spesso coloro che dovrebbero avere il metodo per non creare discriminazioni, peccano di superficialità; i bambini si accorgono di tutto e " loro" continuano ad avere atteggiamenti sbagliati. Molte volte anche i i bambini che non hanno problemi si sentono discriminati, non capiscono perchè a loro viene riservato diverso trattamento. I bambini vanno trattati tutti allo stesso modo, tutti vanno incoraggiati e anche se più dotati sono sempre bambini. Se proprio, in classe, si devono adottare sistemi diversi per questioni organizzative che lo si faccia nella giusta maniera: i bambini non possono capire tutto.
Viviana Cippone ha scritto: è pazzesco quello che leggo. 1. scrivere una soluzione alla lavagna significa lasciare che i bambini restino sempre allo stesso livello. 2. potrei capire lo sforzo di mandare avanti con il programma i bambini più bravi ma non credo che il metodo giusto sia questo. 3. se mio figlio, per irrequietezza, fosse messo in un gruppo di bambini 'meno bravi', uso la stessa terminologia utilizzata a scuola, mi arrabbierei parecchio. Quanto alla divisione, permettetemi di dare un'opinione da profana, visto che la mia bimba più grande ha 4 anni: non è del tutto sbagliato: questo può essere d'aiuto ai bambini con difficoltà permettendo loro di avere un sostegno maggiore ed essere affiancati con un lavoro più adatto. Forse si dovrebbe semplicemente dare ai bambini una spiegazione diversa, evitando differenze troppo marcate e spiacevoli confronti.
Daniele Verzari ha scritto: La scuola non esiste più e me ne rendo conto giorno dopo giorno!
Inconcepibile!
 Lucia Sarracino ha scritto: e' inconcepibile insegnare facendo copiare senza capire!!questi bimbi hanno bisogno di aiuto per imparare....e hai bambini(cosi' detti bravi)dovrebbe esser spiegato loro che ci sono al mondo bambini (cosi' detti meno bravi) che hanno bisogno di molte attenzioni e che purtroppo,non per colpa loro,non arrivano ad imparare le cose piu' comuni!non tutti sanno fare il mestiere meraviglioso di insegnante!che tristezza!!!!!
Rinny Sanchi ha scritto: sono la mamma di un "dislessico "di 11 anni la mia esperienza mi suggerisce che sia giusto dare le risposte ai dislessici in quel contesto,ma la soluzione migliore era dividere le classi avrebbero avuto vantaggi le due classi perché potevano sviluppare le capacità di ogni bambino ,riesco a capire la sua preoccupazione perché è la stessa che ho avuto io quando mio figlio vedendo gli altri scrivere e lui no disse:devo avere qualcosa che non va !non so scrivere. quello che è favoloso è che i nostri figli riescono a comprendere quello che sta succedendo sono gli esperti che non hanno capito quando dicono: comprendere il linguaggio dei bambini. i nostri figli sono talmente bravi a spiegarsi che noi non abbiamo difficoltà, ma gli esperti ci prendono per pazze i mezzi compensativi servono ai dislessici per seguire la classe, ma non per sviluppare le loro capacità di conseguenza da abolire, non serve a loro sviluppare il computer ma la loro mente, loro come tutti sviluppano la mente ripetendo con l'allenamento, la diversità sta nell'avere bisogno di più tempo
cara Tata riferendomi all'esperimento fatto in America sulla divisione delle classi,quello che non riesco a capire perché,visto gli ottimi risultati ottenuti con i meno bravi, non abbiano continuato. anzi hanno fatto una legge per impedire la divisione delle classi. Badate bene che non dipende dalla direzione didattica o insegnanti,ma da una legge degli anni 70 circa.


16 commenti:

  1. Priscilla Serra19 novembre 2012 21:01

    cose dell'altro mondo!!!!

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  2. ogni tanto spero che quando leggo certe notizie siano solo pura e mera fantasia!!!! SPERO ma ho timore non sia così!!!! ...una volta non era così!!! e non siamo cresciuti male e non siamo ignoranti!!!! Senza parole!

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  3. Penso sia sconcertante che nel 2012 succedano queste cose... Certe maestre andrebbero allontanate. Fanno del male non del bene...

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  4. Veronica Rigutto22 novembre 2012 21:53

    sono sconvolta ho letto l'articolo troppo facile prendere i bimbi meno bravi e dare loro le soluzioni e differenziarli da quelli piu' bravi cosi si fa meno fatica e si va avanti sarebbe piu' faticoso sedersi con i meno bravi rallentare tutto e seguirli come si deve... se sucedesse cosi a mio figlio io andrei su tutte le furie e sinceramente cambierei scuola ... i bambini devono essere messi tutti sullo stesso piano chi e meno bravo va piu seguito ma sempre assieme agli altri se non hanno problemi e in quel caso seguiti dalla maestra di sostegno ma mai differenziati ... nessuno si deve sentire diverso

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  5. Veronica Rigutto22 novembre 2012 21:54

    una volta era cosi se non ancora peggio i meno bravi erano messi in disparte e catalogati come meno capaci io facevo parte di quella categoria xk dislessica ... tutt'ora mi capita di leggere parole diverse da quelle scritte

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  6. sarò stata in classi di fortunati...ma le differenze ci sono sempre state... Tra più o meno bravi...figli di e figli di nessuno...ecc... Ci sono sempre state quel che mi spaventa e che oggi viene tutto enfatizzato....! ...un bambino non parla bene a 6 anni? ....mandiamolo dallo psicologo...(e parlo perchè conosco dei casi)...e non solo sperando poi di non dire una parola "sbagliata" che subito scatta colloquio con i genitori e segnalazione agli assistenti sociali!!!! E' vero I BAMBINI VANNO TUTELATI E DOVREBBERO ESSERE TUTTI UGUALI...SONO BAMBINI...A 3 o 6 o 10 o 15 anni!!!!...ma ci sono persone che creano allarmismi eccessivi dove non serve e non riescono a vedere dove è reale intervenire!!!! (poi è anche giusto non fare di tutta un'erba un fascio). So indirettamente i problemi che han i dislessici nelle scuole (ieri più di oggi) perchè ho i figli dei miei cugini che lo sono...

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  7. Veronica Rigutto22 novembre 2012 21:56

    sono d'accordo con te oggi c'e' troppo allarmismo x una parola sbagliata e spesso i medici ci marciano sopra siamo passati da un esagerazione ad un altra .... io sono stata sfortunata anche xk poco seguita dalla mia famiglia ma oggi le famiglie sono troppo esagerate proprio come dici te ... mio figlio e' ancora piccolo e quest anno ha incominciato l'asilo conosco molte madri che gia a tre anni portano i loro bimbi dal logopedista xk non parlano perfettamente cosa che nemmeno mio figlio fa ma dico io diamogli il tempo di imparare a parlare prima di correre con allarmismi ....

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  8. Premetto: non condivido che i bambini vengano informati sui gruppi di livello....tuttavia, trovo sconcertante che si prenda per oro colato tutto quello che dicono i nostri figli...perché hanno il loro punto di vista...siamo sicuri che quel "copiare le soluzioni dalla lavagna" non sia in realtà l'applicazione di uno strumento dispensativo? magari per quel gruppo l'obiettivo da raggiungere era orale... copiare era il pretesto per farli sentire meno diversi dagli altri.... perché invece di andare dalla preside non si prova a parlare con i docenti? una critica costruttiva potrebbe aiutarli nella messa a punto di un progetto educativo migliore, dove i bisogni formativi degli alunni siano supportati da un sano confronto scuola-famiglia... se le famiglie si sentono rassicurate i bambini avvertono meno tensione e rendono meglio...

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  9. Grazia Scardaci26 novembre 2012 11:10

    Personalmente ad A e B riconosco solo la funzione di lettera o, al massimo, il loro utilizzo per l’assegnazione alle sezioni!
    Forse, si dovrebbe spiegare alla bambina che alcuni compagni necessitano di un aiuto maggiore perché hanno più difficoltà, che cresceranno come lei ma solo un po’ più lentamente e con qualche aiuto specifico.
    Forse, si dovrebbe dirle che bisogna sempre dare tutto ciò che si può, che ogni bambino deve offrire tutte le capacità che possiede, perché questo lo farà diventare grande e giusto.
    Ecco cosa langue in questo discorso: un senso di giustizia reale.
    E’ forse giusto che alla nascita può compiersi un destino, o un altro, per ogni bambino?
    Probabilmente la risposta al quesito basterebbe a chiarire le cose … se c’è voglia di chiarire!
    Solo un’unica obiezione: i bambini, o il gruppo di bambini che lavorano in attività differenziata, devono lavorare in classe; quel luogo è ambiente di socializzazione e, per quanto la "convivenza" possa sembrare problematica, vi assicuro per esperienza che un “modus operandi” si trova sempre e che puntualmente diviene arricchimento esperienziale di tutti e dei compartecipanti alla azione educativa.

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  10. Personalmente ho diviso spesso la classe per gruppi di livello differenziati, affidando a ciascuno compiti diversi rispetto alle capacità individuali e ai ritmi di apprendimento personali. L'insegnante di sostegno è comunque l'insegnante di classe, quindi servirsi del suo aiuto è fondamentale per poter gestire questo tipo di organizzazione. Ho sempre spiegato ai bambini il motivo per cui ci organizzavamo in questo modo, con i dovuti modi, senza mettere in ombra nessuno. Non solo funzionava, ma i bambini erano entusiasti ogni volta che si lavorava così. Ogni gruppo aveva un colore e un capogruppo.

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  11. Sono convinta che ogni insegnante debba avere ben in mente i gruppi di livello all'interno della propria classe, i quali non sono solamente 2, ma possono esserci più sfumature da poter utilizzare in maniera diversa a seconda del lavoro da fare. I gruppi di livello devono soprattutto essere differenti rispetto alla materia trattata: ogni bambino è bravo in qualcosa (a riguardo ritengo fondamentale la teoria/verità delle intelligenze multiple di Gadner) e pensandola così ogni alunno avrà il suo posto, all'interno della classe, in cui si sentirà competente, evitando così manie di grandezza in alcuni o colpi all'autostima in altri.
    Ci tengo a sottolineare che il miglior modo per utilizzare i gruppi di livello è quello di mescolarli, per creare gruppi di lavoro o per fare lavori di peer-tutoring in cui sia i "bravi" che i "meno bravi" insegneranno e apprenderanno qualcosa al e dal compagno.
    Non denigro però neppure i lavori differenziati per i più e i meno competenti, in quanto ritengo che sia giusto dare la possibilità a TUTTI di volare il più in alto possibile!

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  12. Stefania Abbondandolo3 dicembre 2012 11:20

    diseducativo, non formativo, oserei dire non scolastico, ingiustamente selettivo, dunque contro l'inalienabile diritto all'istruz, educaz e formaz...in più a parità di successo.

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  13. Francesca Biso3 dicembre 2012 11:22

    Probabilmente le insegnanti di questa bimba hanno considerato solo uno degli aspetti del lavoro a gruppi... ma che dire del rapporto scuola - famiglia? Come si potrebbe gestire al meglio la situazione? Quanto conta l'opinione delle famiglie nella didattica?
    A volte ho la sensazione che i genitori pensino di più al ruolo della maestra che al proprio ... sbaglio?

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  14. Gli interventi nei commenti di alcuni genitori spiegano perfettamente perché poi i figli han problemi a scuola, secondo me.

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  15. l'argomento è trattato con superficialità da entrambe le parti, i motivi sono altri e molto più seri di quanto non si creda, spesso si compiono errori madornali già in classe. Ho due classi e a parte singoli episodi che vengono valutati di volta in volta, tutti i bambini eseguono i compiti, si tratta semplicemente di usare le tecniche adeguate

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  16. ArimsvotnKOIzwei20 dicembre 2012 10:04

    Io, pur facendo fare rigorosamente i còmpiti a mio figlio (il quale fa terza elementare e adesso, domenica mattina, è lì che sta studiando da un'ora (ha fatto geografia, ora passa a storia e poi inglese) e ieri, sabato, ha fatto còmpiti (matematica e qualcos'altro) per almeno un'altra ora), penso che i còmpiti a casa abbiano senso se l'orario è al massimo 8-13 (quando io facevo le elementari era 8-12 e di norma non avevamo compiti a casa, e ho preso tranquillamente un dottorato di ricerca); se un bambino di scuola elementare esce da scuola alle 16,30 dal lunedì al venerdì, poi *basta*: vada a nuoto, studi uno strumento, si legga i fumetti, faccia una gita, vada ai giardinetti, si ammazzi di videogiochi, faccia un corso di inglese, impari gli scacchi, faccia aeroplanini di carta, si rompa i coglioni; anche perché, dopo tutto questo popo' di mazzo, arrivano comunque all'università che scrivono "fu" con l'accento e al liceo che non sanno (giuro) che cosa significa "settentrionale", e io ritengo che sia in qualche modo connesso col fatto che non hanno avuto tempo di andare a nuoto, studiare uno strumento, leggere fumetti, fare una gita, andare ai giardinetti, ammazzarsi di videogiochi, fare un corso di inglese, imparare gli scacchi, fare aeroplanini di carta, rompersi i coglioni. En passant, una delle cose che si dicono per giustificare questa concezione totalizzante della scuola è che se non ci fossero compiti si creerebbe una forte differenza fra le famiglie più attente e che possono permettersi di mandare i figli al corso di inglese, scacchi, musica, ecc. e chi no. Nella realtà, chi può, cerca di ritagliarsi il tempo per farlo comunque e fa fare rigorosamente i compiti; chi non può o se ne frega, non fa fare nulla e se ne sbatte pure dei còmpiti.

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