lunedì 26 novembre 2012

I bambini e i compiti







Una maestra ha scritto sulla mia pagina facebook :



Quali metodi possiamo utilizzare io e le mie colleghe per far sì che i bambini facciano i compiti che vengono assegnati a casa? Abbiamo alcuni alunni che già dimostrano scarso impegno ed interesse a scuola, poi non fanno MAI i compiti per casa. Come far capire ai genitori che anche loro devono controllare e seguire i loro bambini, lì dove da soli non riescono? Come far capire agli alunni che è un loro dovere, perchè importante ai fini dell'apprendimento, fare i compiti? 
Questa richiesta mi ha lasciato basita, ma possibile che accade questo ? Possibile che i bambini sono cosi' poco attratti dal sapere, dalla cultura ? E i genitori, ma se dovrebbe spettare a noi far incuriosire il bambino alla conoscenza.
                                                                  Ecco i vostri commenti:
 
Anna Fav  ha scritto: E' un problema che si estende nello spazio e nel tempo, non so la soluzione ... dei bambini li chiedono quando non li dai, altri li fanno grazie ad aiuti familiari, altri protestano sostenuti dalla famiglia ed altri ancora non li scrivono proprio
Marilù Di Liberto ha scritto:  Io dò compiti che si possano svolgere in pochi minuti e quando glieli assegno evidenzio il fatto della brevità. Controllo sempre che li abbiano fatti. Spiego molto bene cosa devono fare assicurandomi che abbiano capito. Cerco di far comprendere loro che fare i compiti serve a loro stessi e non alla maestra.Faccio molti complimenti a chi ha svolto il suo lavoro. Chi non ha fatto i compiti a casa deve comunque farli a scuola, non si scappa! 
Elisabetta Franzosini ha scritto:  Penso che debba partire dai genitori, dall'educazione che viene impartita.... Mi spiego.... Mio marito e' separato e ha due bambini che vivono con la madre la quale non si interessa minimamente alla scuola e a loro non interessa nulla.... A maggior ragione che hanno problemi.... Già dalla prima elementare la bambina faceva finta al venerdì di dimenticare qualcosa a scuola in modo da non poter svolgere i compiti a casa.... Ma la madre non ha Mai dato castighi anzi come se niente fosse oppure quest'estate la bambina affidata al padre x le vacanze non ha portato i libri di italiano e inglese quindi non ha potuto farli nonostante lei dicesse che li aveva messi in cartella.... E questa bambina ha seri problemi di apprendimento nel senso che quest'anno pur facendo la prima media non era pronta ad affrontarla non riuscendo ancora a fare le moltiplicazioni coi decimali..... Molto i bambini ci mettono del loro ma penso che i genitori debbano responsabilizzarli di più vietando e castigando dove loro si sentono più sicuri senza dar sempre contro agli insegnanti......  
Lucia Bardi  ha scritto: Forse trasmettere che e'bello imparare tante cose nuove e che solo impegnandosi questo avviene.Io poi sono dell'idea che sia importante non chiedere l'esagerazione,ma,semmai puntare sulla qualita': una sorta di "poco ma fatto bene"!! per i genitori trasmetterei la stessa cosa...magari suggerire di aiutare i figli con un pizzico di divertimento,elogiandoli e facendo piccole pause....
Valentina Ferri  ha scritto: Potrebbe essere un'idea coinvolgere di più i genitori in attività scolastiche e non, cercare di creare gruppo facendoli sentire partecipi direttamente dell'esperienza scolastica dei figli.
Anna Rita  ha scritto: se lo scoprite fate girare ..
Milena Aria Bruno  ha scritto: Penso ke siano necessari degli incontri con i genitori x sensibilizzarli, x quanto riguarda i bambini si potrebbe provare con delle piccole "gratificazioni" se svolgono i compiti, Cmq l'ho buttata giù così, il discorso ovviamente è più articolato e ci vogliono nuove strategie, ad es: nn sò di quale classe stiamo parlando ma magari potrebbe essere uno stimolo invitarli ad usare il pc a casa x fare una ricerca, visto ke sn molto attratti da internet.
Marzia Ravazzolo  ha scritto: La classe è un po' particolare,dove i pochissimi bambini probabilmente si influenzano a vicenda. questo problema è nato durante la seconda parte dell'anno scolastico scorso e quest'anno continua. abbiamo provato a coinvolgere i genitori in tutti i modi, ma mi pare che non si siano applicati molto. non voglio scaricare tutta la colpa su di loro, perchè i problemi nell'apprendimento non possono avere come causa solo quella del mancato svolgimento dei compiti a casa. sono bambini che mi preoccupano perchè oltre ad avere difficoltà provate da specialisiti, quali disturbi nella letto scrittura, non sono seguiti a sufficienza dalle famiglie. Secondo me il supporto dei genitori nel far comprende quanto sia importante lo studio è fondamentale e con un po' di buona volontà si potrebbero superare anche le difficoltà di apprendimento.
Cristina Carraro  ha scritto: Io sono genitore e non e' facile insegnare il senso di responsabilità e non spetta solo alle maestre farlo, io ne ho tre a scuola con due e' una lotta, ma già il secondo che e' in seconda media quest'anno vedo che e' piu' responsabile...con certi bimbi ci vuole impegno e costanza!! Buon lavoro
Mara Ndo  ha scritto: io mi chiedo se alcune maestre si rendano conto che le mamme lavorano e non possono arrivare a casa la sera lalle 19 e far fare i compiti ai figli....un bambino dovrebbe avere gli strumenti per fare i compiti da solo e le mamme poi dovrebbero controllare il lavoro..parliamo tanto di responsabilizzarli ..ma poi dobbiamo a detta delle maestre di mio figlio sederci vicino a loro e aiutarli per fare tutti i compiti....io son fortunata perchè ora faccio part time....ma se riprendessi l'orario pieno come farei...??? da premettere poi che per 3 pomeriggi i bambni tornano a casa alle 16.10..c'è bisogno anche dei compiti a casa dopo il tempo pieno???io insegno a mio figlio la responsabilità e il dovere..ma a tutto c'è un limite
Associazione Genitori Dairago  ha scritto: magari si può organizzare in modo che si trovino a fare i compiti assieme ad un/a compagno/a..può darsi che giocheranno ma avranno anche modo di confrontarsi e fare a gara per vedere chi sa meglio la lezione!?
Anna Maria Casula  ha scritto: provare a fare una classifica con dei punti da assegnare ad ogni bambino ogni volta che porta a scuola i compiti svolti???io l'ho adottato con il catechismo e ha funzionato....ho incluso anche le presenze in questa classifica...poi a fine anno un riconoscimento ufficiale....i genitori sono sempre molto occupati e le responsabilità sono sempre più incalzanti...tanti non riescono neppure a pensare che bisogna insegnare il senso di responsabilità ai propri figli....sono genitore e ne ho viste tante!!!con questo non voglio condannare nessuno...la vita è sempre più difficile x tanti anche se non x tutti.....
La Maestra Larissa  ha scritto: Non so, io intanto lo direi a chiare lettere (esattamente come lo ha scritto qui) ai genitori. Senza mezzi termini, convocarli e dire loro "DOVETE controllare e seguire i bambini, li' dove da soli non riescono".
E per i bimbi... fargli fare i compiti che non hanno fatto durante l'intervallo, magari? Fare capire loro che perdono il tempo del gioco in quel caso? Dovrebbe spronarli.... il mio dubbio e': poi in classe riuscirebbero a lavorare bene, senza aver riposato durante la ricreazione?

Marzia Ravazzolo  ha scritto: Nel cosiglio di classe di domani intendo farlo. A dire la verità è già stato detto a chiare lettere l'anno scorso, ma non abbiamo ottenuto risultati. cosa si può prentendere da genitori che fissano i colloqui e poi nemmeno si presentano, senza perlomeno avvisare? Abbiamo provato a dare compiti suppletivi a casa come castigo, ma se non fanno quelli quotidiani (2 volte alla settimana perchè nelle altre giornate abbiamo rientro pomeridiano) figuriamoci quelli extra. Abbiamo iniziato a dare dei "bollini neri" ogni volta che succede e ogni due bollini neri si prende un brutto voto, ma non sono interessati o non capiscono il valore del voto negativo (in quarta elementare...). Ogni volta saltano la pausa, vuol dire che stanno a guardare gli altri che giocano; non serve a nulla nemmeno questo...Non sappiamo davvero più che pesci pigliare. é difficile coinvolgerli in qualsiasi attività, sono demotivati, a mio parere un po' immaturi rispetto ai loro coetanei e addirittura rispetto ad bambini della classe inferiore. i risultati sono scarsi, l'apprendimento è difficoltoso e lento.
Sonoio Iosono  ha scritto: io direi che avete avuto la conferma che questi bambini non vengono seguiti e chiedetegli in gruppo che futuro immaginano per loro.....magari un pò di autocoscienza la trovano
Mara Ndo  ha scritto: io da genitore mi sento di fare tutto il possibile per seguire mio figlio ..ma io posso farlo perchè ho un lavoro che me lo permette..chi invece lavora tutto il giorno per tirare avanti è un genitore indegno??? solo perchè non ha la possibilità di sedersi al pomeriggio accanto al figlio a far fare i compiti...??? mia madre ha sempre lavorato e io i compiti li facevo da sola...ben sono arrivata all'università senza traumi..e imparando il senso del dovere...
Gianmarco Venturi  ha scritto: #care maestre ! quello che non sapete o fate finta di non sapere per coprire la vostra coscienza, molti bambini non fanno i loro compiti perché sono stanchi non di giocare ma delle troppo ore di scuola. certo alcuni ci riescono, sono i velocizzati nei sensi e tutti quelli che rientrano nei parametri ministeriali, gli altri sono tagliati fuori ,hanno bisogno di un programma diverso per sviluppare le loro capacità. il problema è tra il dire e il fare. fate entrare gli psicologi nelle scuole, e inutile dire se non vedono, gli prederà il mal di testa anche a loro dopo una settimana. la dislessia non è una malattia ma la conseguenza della velocizzazione del sistema scolastico # se la montagna che devo percorrere è troppo ripida io rinuncerò, il confronto è troppo elevato e i rallentati nei sensi si sono arresi , l'iperattività è una conseguenza per essere mandati su di giri a causa della velocizzazione del sistema scolastico. noi funzioniamo come qualsiasi neurone di questo universo
Mara Ndo  ha scritto: caro Gianmarco..io dalle maestre tanto illuminate mi son sentita rispondere che dovevo provvedere io a come far apprendere mio figlio..dato che loro non erano in grado di rapportarsi con un bambino dislessico...mio figlio è stato messo fuori con il banco per svolgere un compito perchè la maestra diceva che non riusciva a concentrarsi..
Erika Maccan  ha scritto: Gianmarco io non so a quale discussione hai partecipato... a questa discussione le maestre chiedevano semplicemente come riuscire ad ottenere che gli alunni svolgano i compiti a casa. Non facciamo di tutta l'erba un fascio! Credo che il suggerimento di Anna Maria Casula sia interessante. Coinvolgere il genitore è giusto, ma concordo con Mara Ndo, i bambini dovrebbero anche essere in grado di fare da soli con strumenti adeguati... io ho 35 anni e i compiti li ho sempre fatti da sola, a parte il primo anno di elementari dove gli esercizi di lettura li facevo mentre la mamma mi ascoltava svolgendo comunque la sua attività di sarta. Quando entrambi i genitori lavorano  purtroppo non si possono pretendere risultati immediati... e non si può neanche dar la colpa al genitore. Come non si può sempre dare la colpa alle maestre! I casi vanno valutati singolarmente.
Claudia Manfredini  ha scritto: lo scarso interesse e lo scarso impegno in classe potrebbe dipendere dal modo di porsi delle insegnanti... non è sempre colpa dei bambini
Oliva Guerini  ha scritto: lo scarso interesse e lo scarso impegno in classe potrebbe dipendere dal modo di porsi delle insegnanti........a cui i genitori, a casa, devono porre rimedio....E' un loro dovere, importante ai fini dell'apprendimento!!! Che bello!!!!
Claudia Manfredini  ha scritto: questo però investe i genitori di compiti per i quali non sono tenuti a essere preparati. Se le competenze dell'insegnante le devono avere anche mamma e papà, che ce li mandiamo a fare i figli a scuola? E quando mamma interviene, poi la maestra riprende il piccolo e dice "la maestra sono io, dì alla mamma di fare la mamma" Perciò mettiamoci d'accordo...
Oliva Guerini  ha scritto: Bambino (classe IV) :"Ma non fa niente, mamma! Tanto domani la maestra i compiti non li guarda neanche perchè non ha tempo .... I miei non li guarda mai !"
Rita Zaghini  ha scritto: si, va bene, ma ci sono pure tantissimi casi di bambini le cui maestre guardano sempre i compiti di tutti e cercano in tutti i modi di rendere il lavoro leggero e accattivante.....ma nonostante questo non hanno proprio voglia di impegnarsi, spesso sono troppo presi dalle sofferenze che vivono ed emerge anche in questo modo il loro disagio e la mancanza di interesse nei confronti della scuola
Anna Rita  ha scritto: annosa questione.....io nn sono per tanti compiti a casa(perchè poi li devo correggere!se no che senso hanno), ma un minimo d'impegno nn guasta e papà e mamma dovrebbero essere presenti in questo impegno...
Chiara Di Blasi  ha scritto: COPERATIVE LEARNING
Marzia Ravazzolo  ha scritto: Ci tengo a precisare che nel mio caso i compiti a casa non vengono assegnati nelle giornate di rientro pomeridiano ma il mercoledì (giorno "libero") e per il fine settimana (non abbiamo scuola il sabato). Conosco i tempi e i ritmi dei miei alunni, io e le mie colleghe misuriamo bene gli esercizi da assegnare che vengono spiegati proprio perchè i bambini possano svolgerli da soli. Non chiedo ai genitori di stare seduti accanto ai figli. Io so che gli esercizi che do loro li sanno fare perfettamente da soli perchè sono identici a quelli svolti in classe. Non mi interessa nemmeno che siano tutti corretti, gli errori servono per capire cosa non è stato appreso. Quello che vorrei è semplicemente che a fine serata i genitori controllassero se i compiti sono stati fatti. Come sono stati fatti spetta poi a me giudicarlo. E che quando arrivano a casa 6 note sul diario per non avere svolto i compiti assegnati 6 volte, intervenissero in qualche modo, sotto l'aspetto disciplinare
EDUCARE CON AMORE  ha scritto: Mah!Ma io mi chiedo se i genitori lavorano,questi bimbi con chi sono?Con la tata,la nonna,la cugina?Bè non possono loro metterli a sedere e fare i compiti?E' un loro dovere farli e questa cosa spetta a noi genitori insegnargliela sin da piccoli e poi torniamo alle 19 da lavoro?E allora?Alle 19.30 si guarda il quaderno...se non li ha fatti si mandano senza compiti fatti...e si comincia con le punizioni,cominciate a levargli il nintendo(che ora hanno tutti dai 4 anni)la tv e tutto il resto...PRIMA IL DOVERE E POI IL PIACERE, questo c'è da sempre!!!@cioppi
Mara Ndo  ha scritto: educare con amore..sei capitan ovvio?? a parte che i miei figli non hanno nemmeno un videogioco e poi smettiamola con ste madri coraggio che mi fanno ridere..una che torna a casa da lavoro certo che guarda i quaderni dei figli ...non si mette mica ha farsi il pedicure..ma un conto è guardare e un conto e fare fare i compiti di sana pianta....a fare i bravi e dire paroloni son bravi tutti..i bimbi stanno con i nonni..ma non sempre i nonni sono in grado di seguire i compiti e controllare che siano giusti....avere dei genitori che hanno fatto solo la 5^ elementare x esempio è un delitto?? tu che lavoro fai educare con amore..la matahari del maternage..ma su...scendete dal piedistallo
Marzia Ravazzolo  ha scritto: Mi dispiace che questo post sia stato forse un po' frainteso. Io non pretendo che i genitori facciamo i compiti insieme ai bambini, tanto meno i nonni. io vorrei solamente che dopo aver ricevuto 6 note di file nelle prime tre settimane di scuola per compiti non svolti, i genitori facessero un po' di più. Controllare se il proprio figlio ha fatto i compiti, anche all'ora di cena, quando si è tornati dal lavoro credo che sia un dovere di madre o padre. Ritengo importante che i bambini possano svagarsi nel pomeriggio, nelle giornate di rientro pomeridiano non si assegnano compiti; gli altri giorni tra quelli di tutte le materie ( tre discipline perchè per tutte le altre non do mai niente) avranno da fare per un'ora e mezza. e tutte cose semplici,già fatte a scuola. Per lo più solo letture, anche perchè è il loro punto debole. Ma se non ti alleni non diventerai mai forte... i genitori dovrebbero capire che hanno bambini che leggono malissimo ed essere i primi a pretendere che migliorino. Io sono figlia di una casalinga che però non ha mai fatto i compiti con me. stava solamente attenta che li facessi e andava regolarmente ad udienza dagli insegnanti. Io ho dato la possibilità di incontrarli anche fuori dall'orario di ricevimento, ci siamo accordati, e poi non si è presentato nessuno, senza nemmeno avvisare. si nascondo dietro al fatto che è la scuola a doversela vedere con il problema e l'unica soluzione che hanno trovato è proporci la bocciatura del figlio. cosa dovrei pensare?

1 commento:

  1. Saverio Fanigliulo29 novembre 2012 10:54

    I bambini e i ragazzi devono riscoprire il piacere di esercizio a casa. Naturalmente possiamo come insegnanti assegnare compiti accattivanti e piacevoli che privilegino il disegno, le costruzioni, i racconti, la ricerca, situazioni problematiche reali , ecc.

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